Sbiancamento

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SBIANCAMENTO


Lo sbiancamento dentale è una procedura odontoiatrica ormai consolidata. Essa permette di raggiungere buoni risultati estetici che ridanno un aspetto più smagliante e giovanile ai nostri pazienti.

Fondamentalmente esistono due modi per sbiancare i denti.

Il primo, lo sbiancamento interno, è riservato ai denti trattati endodonticamente che nel tempo si sono scuriti.

Questa metodica prevede di aprire la camera pulpare del dente non più vitale e con protocolli collaudati ormai da decenni di inserirvi delle sostanze sbiancanti.

Queste possono essere lasciate nello spazio endodontico il tempo di una seduta odontoiatrica e poi rimosse, oppure cementate all’interno del dente in modo provvisorio per permettere agli agenti di continuare gli effetti sbiancanti fino alla seduta successiva.

Il secondo, lo sbiancamento esterno, prevede di trattare tutta l’arcata dentale con prodotti sbiancanti in modo ambulatoriale o domiciliare, senza intervenire sulla struttura interna del dente. La tecnica ambulatoriale è quella più affidabile, che ottiene risultati in modo veloce e che permette di controllare in modo professionale gli eventuali effetti collaterali che raramente si possono verificare. Tali effetti possono essere un’ aumentata sensibilità al caldo, freddo, all’assunzione di cibi acidi…

Perché i denti si sono scuriti?

Il colore dei denti non è determinato in modo significativo dallo smalto.

Esso infatti non possiede un colore proprio, è traslucido: dalla sua superficie traspare il colore della dentina sottostante. Col passare del tempo però lo smalto può colorarsi assorbendo pigmenti da cibi e bevande, mentre la dentina tende ad ispessirsi per apposizione continua dalla polpa dentale.

Ciò fa sì che con l’invecchiamento i denti si scuriscano e perdano la loro originaria lucentezza. Vi sono però anche cause di pigmentazione dentale che non dipendono dall’invecchiamento o dall’alimentazione. Vi sono casi in cui durante la formazione embrionale del dente o nei primi anni della vita si sono depositate sostanze farmacologiche quali ad esempio le tetracicline o fluoro in eccesso.

In particolare dalle tetracicline possono dipendere pigmentazioni color arancio o blu tendente al grigio dalla tipica disposizione a bande orizzontali.

In che cosa consiste lo sbiancamento esterno professionale alla poltrona?

La tecnica prevede di isolare i denti con una diga per proteggere le gengive dall’agente sbiancante che potrebbe irritarle e lederle.

Si applica in seguito sulle superfici dentali da trattare un prodotto a base di ossigeno nascente.

A seconda della concentrazione del prodotto sbiancante l’effetto sarà più o meno rapido ed il risultato ottenuto anche.

L’agente sbiancante intacca in modo molto superficiale il dente e penetra anche in profondità. A causa di ciò si potrebbe creare una parziale sensibilità dei denti dopo il trattamento. Per questo motivo è consigliabile alla fine della seduta di sbiancamento l’applicazione di paste fluorate ad alta concentrazione di uso professionale mediante mascherine.

Lo scopo è di rimineralizzare parzialmente la superficie dello smalto e mitigare così gli indesiderati effetti collaterali

In che cosa consiste lo sbiancamento professionale domiciliale?

La tecnica prevede la presa di impronta delle arcate dentali da trattare, lo sviluppo di un modello in gesso da parte del laboratorio, l’allestimento di una mascherina in resina che fungerà da serbatoio per il materiale sbiancante che dovrà essere utilizzato. Questa mascherina viene portata dal paziente solitamente durante le ore notturne ma a volte anche o solo in quelle diurne.

Il periodo di permanenza in bocca di tale mascherina può variare a seconda della concentrazione del materiale sbiancante.

Il ciclo stesso è di circa 10-15 giorni.