Igiene Orale e Prevenzione

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IGIENE


L’igiene dentale è la branca dell’odontoiatria che promuove la salute del cavo orale al fine di migliorare la salute dentale e di tutto il sistema organico, nonché l’estetica e l’autostima del paziente.

Per proteggere la salute della bocca è importante mettere in atto una serie di comportamenti ed azioni volte ad evitare l’inizio di processi patologici a carico del cavo orale.

Conoscere le cause di tali processi ci può aiutare a prevenirli.

Ciò che promuove le patologie dentali e delle gengive è fondamentalmente la placca batterica.

Questa è un’ aggregato molle di colore bianco-giallastro che si fissa saldamente ai denti.

Essa è costituita da residui di cibo colonizzati da batteri che sopravvivono e si riproducono al suo interno utilizzando gli zuccheri in esso contenuti.

Gli acidi che i batteri eliminano come prodotto finale del metabolismo degli zuccheri causano la demineralizzazione dello smalto: condizione iniziale per la formazione di cavità sulla superficie del dente, ovvero la carie.

Questi batteri sono anche responsabili dell’infiammazione gengivale, detta gengivite; le gengive sane hanno un colorito rosa e una consistenza duro-elastica, non sanguinano allo spazzolamento e hanno un andamento festonato intorno ai denti. Al contrario, in presenza di gengivite sono piuttosto frequenti sintomi come alito cattivo, sanguinamento delle gengive allo spazzolamento o per altri stimoli modesti come la masticazione di cibi duri, cambiamento di colore (rossore), consistenza (molle) o forma (gonfiore) delle gengive.

Al suo esordio, la gengivite è una condizione perfettamente reversibile.

Tuttavia, quando viene trascurata, il processo infiammatorio cronicizza, evolvendo lentamente in parodontite, che è una patologia a carico dei tessuti di supporto del dente. In questo caso il solco gengivale si retrae, allontanandosi dal dente e formando le cosiddette tasche parodontali, nicchie ritentive per la placca batterica.

L’igiene orale domiciliare, quindi, assume un ruolo fondamentale nel mantenimento della salute orale. La rimozione della placca deve avvenire meccanicamente attraverso lo spazzolamento delle superfici dentarie, utilizzando però tecniche appropriate.

Tecniche di Spazzolamento

Tecnica di Bass modificata
Il metodo di Bass modificato è ampiamente accettato come metodo efficace per le rimozione del biofilm adiacente e direttamente sotto il margine gengivale. Le aree del margine gengivale sono le più importanti nel controllo delle infezioni gengivali e parodontali.La tecnica di Bass modificata viene quindi considerata la più completa, corretta e particolarmente indicata per tutti i tipi di pazienti che dimostrino di avere una buona manualità ed è attuabile dai 5 ai 6 anni in poi.Viene eseguita con uno spazzolino con setole medie, orientate a 45 gradi rispetto all’asse verticale del dente.Si consiglia di premere leggermente in modo da dirigere la punta delle setole negli spazi interdentali e del solco gengivale e poi di effettuare piccoli movimenti vibratori per 6-7 volte, seguiti da un movimento a rullo dal rosa della gengiva verso il bianco del dente.A livello dei denti anteriori nella parte della lingua e del palato orientare lo spazzolino con l’asse maggiore parallelo all’asse lungo del dente con movimenti dall’interno verso l’esterno.
Tecnica di Fones o Tecnica Circolare
tecnica di fonesÈ indicata per pazienti molto giovani o con scarsa manualità.Viene eseguita con lo spazzolino a setole medie posizionate a 90 gradi rispetto all’asse lungo del dente con le arcate dentarie semichiuse, con arcate aperte per spazzolare le zone interne della lingua e del palato.Vengono eseguiti movimenti circolari, ampi, in modo da detergere le due arcate contemporaneamente; viene eseguito lo stesso movimento meno ampio nelle zone linguali e palatali.Lo scopo principale dello spazzolamento è la rimozione del biofilm dentale.

Per il controllo delle infezioni il biofilm deve essere rimosso dalle superfici di tutti i denti nel modo più completo possibile; è quindi utile contare 6 o 7 movimenti in ogni area e non applicare una pressione eccessiva in modo da evitare lesioni gengivali e abrasioni dello smalto.

Complessivamente un buon spazzolamento richiede circa 3-4 minuti.

Si consiglia di spazzolare i denti almeno 2 o 3 volte al giorno dopo i pasti principali e di cambiare lo spazzolino periodicamente (circa ogni 3 mesi) quando le setole appaiono usurate e rivolte verso l’esterno della testina.

 

Filo Interdentale e Scovolino

L’uso efficace del filo interdentale contribuisce alla salute gengivale rimuovendo il film batterico e riducendo il sanguinamento interprossimale. Esistono varie tipologie di filo: cerato, non cerato, superfloss e ultrafloss.

Il filo non cerato risulta essere più difficile da utilizzare rispetto al filo cerato ma più efficace in quanto la placca batterica penetra al’interno dei filamenti.

Il filo superfloss è un particolare tipo di filo costituito da un inseritore rigido e da una parte spugnosa ed è indicato nella detersione di ponti, impianti o apparecchi ortodontici.

Il filo ultrafloss invece è anch’esso costituito da filo spugnoso ma privo di inseritore rigido e viene utilizzato per la detersione di spazi interdentali ampi.

Anche lo scovolino può essere utilizzato per detergere spazi interdentali ampi, apparecchiature ortodontiche e protesi fisse.

È costituito da un manico e da una punta che presenta un’anima metallica e ciuffi di setole a spirale, ne esistono di vari diametri, adattabili quindi ad ogni situazione.

Il Fluoro

 

Il fluoro è un elemento chimico chiamato alogeno distribuito ampiamente nella crosta terrestre.

E’ un elemento costitutivo naturale sia delle ossa sia dello smalto dei denti.

Lo troviamo in alcuni minerali e nei depositi salini di origine marina, ma è contenuto anche in molti cibi e bevande.

Pesce, frutti di mare ed in particolare il tè costituiscono le fonti alimentari più ricche di fluoro mentre carne, uova, verdure, cereali e frutta ne contengono piccole quantità.

Il fluoro è molto importante perché attualmente è l’elemento più efficace nel prevenire la carie in tutte le fasce età.

Il fluoro esplica la sua azione agendo sia direttamente sulla componente minerale del dente sia sui batteri della placca.

Esso agisce seconde 3 principali meccanismi d’azione:

  • Inibizione del metabolismo batterico
  • Trasformazione dell’idrossiapatite in fluoroapatite creando così un composto più stabile, meno solubile e più resistente
  • Facilita la rimineralizzazione del dente.

 

Il fluoro può essere somministrato secondo due vie: quella sistemica, ovvero per ingestione, attraverso acqua, alimenti, sale, e integratori a base di fluoro (gocce e compresse), oppure topico ovvero per contatto diretto sul dente, attraverso dentifrici, collutori, gel, vernici…

Per poter capire quanto fluoro è importante assumere nelle varie fasce d’età, le linee guida del Ministero della Salute propongono la tabella di seguito riportata, che prende in considerazione anche la quantità di fluoro contenuto nell’acqua potabile.

Risulta quindi necessario informarsi sulla quantità di fluoro contenuta nell’acquedotto del proprio comune di residenza o leggere attentamente le etichette riportate sulle bottiglie di acqua minerale.

E’ importante prendere coscienza della quantità di fluoro che si assume in età pediatrica per evitare sovradosaggi che possono portare alla cosiddetta fluorosi dentale.

La fluorosi è la conseguenza dell’assunzione a lungo termine di quantitativo eccessivo di fluoro, esso è caratterizzata da aree ipomineralizzate sulla superficie dello smalto, che possono presentarsi sottoforma di macchie bianco gessose, fino a casi più severi in cui appaiono con colorazione scura, tendente al bruno. Per questo motivo è molto importante scegliere il dentifricio più adatto alle esigenze del paziente in età pediatrica:

Fino ai 3 anni
senza fluoro, per pericolo di eccessiva ingestione dello stesso.
Dai 3 ai 6 anni
basso contenuto di fluoro (250-500 ppm)
Dai 6 anni in poi
dentifricio per adulti (1500 ppm)

Malattia Parodontale e Patologie Cardiache

 

L’igiene orale risulta essere importante non solo per salvaguardare bocca,denti e gengive, ma per mantenere in salute l’intero organismo.

La malattia cardiovascolare (MCV) è una delle principali cause di mortalità nel mondo e la principale causa di morte in Europa e negli Stati Uniti.

Già da alcuni anni è stata ipotizzata una correlazione tra la malattia parodontale e lo sviluppo di placche aterosclerotiche e quindi la possibilità di aumentare il rischio di eventi cardiovascolari e cerebrovascolari.

L’aterosclerosi rappresenta un processo patologico progressivo in cui le arterie di grande e medio calibro vengono occluse da lesioni fibrolipidiche.

Come responsabili della formazione delle placche aterosclerotiche sono stati identificati alcuni tipi di batteri presenti a livello gengivale,e successivamente diffusi nel circolo sanguigno a causa dell’infiammazione e delle microlesioni a carico dei tessuti, in pazienti affetti da malattia parodontale.

Una volta nel sangue, questi batteri producono una proteina che stimola le piastrine ad aggregarsi, permettendo loro di formare uno sorta di involucro protettivo e rendendosi inattaccabili da parte del sistema immunitario.

I dati epidemiologici finora raccolti suggeriscono come il controllo dell’ infezione parodontale possa ridurre il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari, sebbene oggi non siano ancora disponibili evidenze scientifiche.

Stanno inoltre emergendo dati che indicano in maniera consistente come la parodontite possa rappresentare un fattore di rischio associato a complicanze in gravidanza, per esempio ai nati pretermine con basso peso alla nascita.

Malattia Parodontale e Parto Prematuro

 

La salute orale è sempre importante, ma lo diventa ancora di più durante la gravidanza.

Numerosi nuovi studi sembrano infatti indicare che le donne incinte affette da una malattia parodontale hanno una probabilità sette volte maggiore di dare alla luce un bambino prematuro o troppo piccolo.

Studi ed osservazioni risalenti al 1996 hanno messo in luce una possibile correlazione tra la malattia parodontale della gestante e il parto prematuro/sottopeso neonatale.

Durante la gravidanza, a causa del forte cambiamento ormonale, la risposta infiammatoria che si sviluppa nei confronti della placca risulta essere anomala, con possibili danni ai tessuti di supporto del dente ovvero l’instaurarsi della malattia parodontale.

Trascurare l’igiene orale o ritardare cure odontoiatriche in questo periodo può mettere a rischio la salute del feto.

La prevenzione e la cura della gengivite e della parodontite quindi sono sicuramente interventi utili per la salute delle donne in età fertile così come per i loro bambini.

L’igiene orale domiciliare, in particolare durante il periodo di gestazione, deve essere meticolosa e dovrà comprendere l’utilizzo di tutti i presidi necessari ad eseguire le quotidiane manovre di igiene orale domiciliare.

La scelta di questi strumenti sarà adattata e personalizzata alle esigenze della gestante.

E’ consigliabile quindi presentarsi alle visite di controllo periodiche, momento in cui sarà possibile valutare l’igiene orale e la motivazione della paziente, lo stato delle gengive ed intercettare eventuali carie o problemi parodontali.

Dal 3° mese di gravidanza in poi sarà possibile effettuare sedute di igiene orale professionale.